
A Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 Marzo del 1975 da militanti di Avanguardia Operaia mentre si accingeva a legare il motorino sotto casa.
Colpito da numerosi colpi di chiave inglese al capo, muore dopo 49 giorni di agonia, il 29 Aprile.
La sua sola colpa: aver scritto un tema nel quale condannava le Brigate Rosse.
A Enrico Pedenovi, Consigliere Provinciale del MSI, freddato a colpi di pistola esattamente un anno dopo, la mattina del 29 Aprile del 1976, da un commando di Prima Linea.
“Io amo l’Italia
perché mia madre è italiana,
perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano,
perché italiana è la terra dove sono sepolti i morti
che mia madre piange e che mio padre venera,
perché la città dove son nato, la lingua che parlo, i libri che m’educano,
perché mio fratello, mia sorella,i miei compagni,
e il grande popolo in mezzo a cui vivo,
e la bella natura che mi circonda,
e tutto ciò che vedo, che amo, che studio, che ammiro,
è italiano”
De Amicis

