
È il grido dei giovani de La Destra radunatisi in via del Corso a due passi da Piazza di Spagna . Cento persone attorno a bandiere e striscioni che inneggiano alla libertà del Tibet, cento persone che hanno fortemente voluto questa manifestazione proprio nel giorno in cui si celebrava la cerimonia di apertura dei giochi olimpici e al termine della quale si è levato un lungo applauso della piazza in risposta all'iniziativa di protesta.
"Abbiamo voluto manifestare, con un blitz in Piazza di Spagna, il nostro dissenso alla quotidiana violazione dei diritti umani perpetrata ai danni del popolo tibetano, e non solo ". Ad affermare ciò è Claudia Pagliariccio Dirigente Nazionale del movimento giovanile di La Destra "Il Governo cinese ha fatto di tutto per accaparrarsi questi giochi ed accrescere così la sua legittimazione sulla scena politica ed economica internazionale. Tutti abbiamo alla mente le orribili scene di massacri e repressioni messe in atto dal Regime Comunista Cinese nei confronti dei monaci tibetani, colpevoli, di volersi ribellare ad un regime dispotico che nega il più elementare diritto all'autodeterminazione dei popoli.
Il nostro grazie va all'atleta tedesca Imke Duplitzer che non ha preso parte alla cerimonia inaugurale dei giochi Olimpici, innescando, con la sua dichiarazione di dissenso, stupide polemiche in casa del centro-destra. Diventa dunque lecito chiedersi: "quanta destra c'è al governo?" o meglio: "Dov'è finita l'opposizione?" Quell'opposizione costretta oggi a rilasciare dichiarazioni scontate per poter giustificare l'atteggiamento di un governo che, fino allo scorso anno, condivideva l'amministrazione del nostro Paese con due partiti che fanno esplicito riferimento all'ideologia che guida la mano di Pechino contro il Dalai Lama, un'allora maggioranza che rifiutò di accogliere in Italia la massima autorità Spirituale e Temporale tibetana.
A noi resta difficile pensare come la Cina, la nazione che ha schierato una batteria di missili terra-aria nei pressi del nuovo stadio nazionale, sede delle gare di atletica, possa essere considerata un modello di riferimento. Il nostro unico modello resta e resterà sempre l'Europa dei popoli, l'unico da cui attingere per muovere un'opposizione culturale e politica contro il mercantilismo e lo strapotere americano. Forse chiedere che i giochi - conclude Pagliariccio - fossero dirottati in un altro Paese, sarebbe stato inutile e banale, ecco perhè la nostra forma di protesta nel boicottaggio delle Olimpiadi sarà la continua ed incessante richiesta al popolo italiano di non seguire l'evento in TV, solo così potremo dare un segnale forte al mondo intero".