giovedì 7 febbraio 2008

ABRUZZO 2008 E IL SUO TRISTE DESTINO




Nel 2008 l’Abruzzo si troverà ad affrontare la medesima emergenza che da anni attanaglia la Campania e, che ora più che mai, ha destato la massima attenzione Nazionale e non.Un grazie di cuore per tutto questo va alla Giunta Regionale Campana che con soli 8 miliardi di euro, nel corso di questi anni non è riuscita a sanare questo dramma annunciato. Ma veniamo a noi, a ciò che purtroppo si sta profilando per la nostra Regione.La situazione è drammatica, inaccettabile e vergognosa, e se non si correrà subito ai ripari per salvare il salvabile, lo sarà ancor di più nel prossimo futuro, e per futuro si intende tra non più di sei mesi. Il nostro caro Presidente della Giunta Regionale, Ottaviano Del Turco , in barba alle leggi Nazionali che regolano il trattamento dei rifiuti e le decisioni relative allo smaltimento degli stessi, che spettano ai Sindaci, come ben sapete, ha illegittimamente autorizzato lo smaltimento di 15.000 tonnellate di rifiuti campani nelle nostre discariche. Tutto questo quando solo il 09/01/2008 il Dott. Franco Gerardini, dirigente del servizio gestione rifiuti dell’assessorato all’ambiente, dichiarava che per la situazione nella quale vertono le discariche abruzzesi, non si poteva accettare nemmeno un chilo di rifiuti da altre regioni, perché calcolando le volumetrie residue nelle discariche attive sul territorio, saremmo entrati in emergenza nel giro di un anno. E qui c’è il colpo di scena, quando forse ricevute pressioni dall’alto, queste dichiarazioni vengono smentite e ritrattate per giustificare decisioni azzardate e deleterie ma indiscusse e indiscutibili che si giustificherebbero con gli introiti che rientrerebbero nelle nostre casse, sanando così il deficit regionale a beneficio della collettività.Ma quale beneficio, forse quello individuale delle discariche di privati e non regionali, che ovviamente hanno tutto l’interesse, e parlo di quello economico, ad accettare questa mole di rifiuti che ovviamente per loro rappresentano un introito?Forse il beneficio che ne trarrà il nostro caro Presidente Del Turco che sta barattando l’incolumità degli abruzzesi con questi favori ai compagni di partito per meritarsi la benevolenza e soprattutto l’approvazione di un bilancio regionale vuoto e nullo? Si signori questo è il fulcro, questa è la sola ragione di ogni cosa, questa è la verità celata nelle mendaci giustificazioni dateci per le motivazioni che hanno spinto Del Turco a questo gesto inconsulto.La vera chiave di lettura è solo questa, non sono i benefici economici di cui godrà la nostra Regione per il pagamento dei rifiuti partenopei, anche perché non dimentichiamoci che quelli che nel 2004 furono accettati dalla Giunta Pace, che tra l’altro erano solo 500 tonnellate, ad oggi non ci sono stati ancora pagati. Un altro aspetto da evidenziare è che le province de l’Aquila e di Teramo sono già da tempo in emergenza per lo smaltimento dei loro rifiuti, tant’è che sono costrette a ricorrere alle discariche di Pescara e di Chieti, con un aggravio sui costi per il trasporto dovendo percorrere tragitti più lunghi. Ad oggi, dopo tutte le proteste e le manifestazioni fatte, sempre la nostra cara Giunta Regionale autorizza l’apertura di nuove discariche e i progetti di adeguamento per quelle già attive sul territorio cercando di recuperare le volumetrie residue, il tutto dovendo affrontare spese inimmaginabili pur di rimediare al danno oramai creatosi con i rifiuti campani.Sia ben chiaro che noi non abbiamo nessun problema o alcuna ostilità con i nostri vicini di casa e ci stringiamo a loro in questo caos sociale, ambientale, sanitario ed umano che stanno vivendo, ma non vogliamo fare la loro stessa fine dicendo basta a questo trasporto di colera, ne’ tanto meno vogliamo pagare di tasca nostra colpe altrui e danni causati da cattive Amministrazioni.Quanto detto non esaurisce le problematiche nate e nasciture relative ai rifiuti campani, purtroppo ci sono altri danni collaterali, terribilmente reali e rischiosi che non devono e non possono essere trascurati. Mi riferisco all’incolumità di noi abruzzesi anche dal punto di vista sanitario, con ciò non vogliamo creare degli allarmismi ma esaminare gli aspetti tecnici relativi ai rifiuti stessi.Stiamo importando rifiuti indifferenziati che come tali non possono essere riconducibili a quelli solidi-urbani, ma che per l’avanzato stato di fermentazione in cui versano sono riconducibili rifiuti speciali con un alto grado di pericolosità, perché non essendo trattati diventano possibili vettori per le infezioni. Ecco perché parliamo di colera. Senza considerare il fatto che non essendo catalogati e potendo contenere qualsiasi cosa all’interno, come batterie esaurite, medicinali scaduti ecc.ecc., questo fa’si che la pericolosità di questi componenti li faccia identificare come tossici e nocivi ed anche se la presenza di questi elementi è minima rispetto alla massa, quest’ultima viene ugualmente contaminata e quindi classificata come rifiuto tossico e nocivo che andrebbe trattato, stoccato e smaltito in apposite discariche per rifiuti pericolosi. Questo è quanto prevede la normativa Nazionale per lo smaltimento dei rifiuti, ogni cosa dichiarata ed evidenziata può essere comprovata, ma a quanto pare queste problematiche non sembrano interessare l’attuale Giunta Regionale che mettendo a repentaglio la nostra incolumità adotta strategie politiche fine a se’ stesse, pericolose e dannose.



Emanuela Di Giacinto Portavoce Prov.le di Teramo